Presunta truffa a una malata di cancro, chiesto il processo per «l’impostore»

Indagine lampo della Procura: giudizio immediato per Alessandro Proto

Dopo una indagine lampo, anche una richiesta di processo altrettanto veloce. Va di corsa la Procura di Como che nelle scorse ore ha chiesto il rito Immediato a carico di Alessandro Proto, 44 anni, milanese che aveva dichiarato residenza a Novazzano (in Svizzera) ma che ruotava attorno al centro della città di Volta dove aveva anche un ufficio.
L’accusa nei suoi confronti è di truffa pluriaggravata e autoriciclaggio. Ora toccherà alla difesa – avvocati Roberto Rallo e Daniela Danieli – valutare eventuali riti alternativi.

L’arresto di quello che si era autodefinito (in un libro) «l’impostore», risale alla metà di giugno e faceva seguito a una ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dalla Procura e accolta dal giudice delle indagini preliminari Carlo Cecchetti.

Proto, da febbraio ad aprile del 2019, avrebbe sottratto con l’inganno, a una donna malata di tumore e dunque particolarmente debole, la cifra di 132.952 euro. Un raggiro diviso in due parti: la prima, fingendo di essere in gravi difficoltà dopo la morte della figlia piccola proprio per tumore («così creando solidarietà e compassione nella vittima») e chiedendo un prestito – in vari e successivi versamenti – di 50mila euro. La seconda, una volta scoperto (la vittima raccontò la propria storia a un programma televisivo nazionale), lasciando intendere il coinvolgimento di chi gli aveva prestato soldi in una inchiesta penale. Stratagemma che gli avrebbe consentito di ottenere altre somme fino al totale di quasi 130mila euro. Soldi che poi confluirono su conti e carte destinati al gioco d’azzardo on line, nel «tentativo evidente – secondo l’accusa – di nascondere l’origine delittuosa del denaro» facendone così «perdere le tracce». L’indagine era nata dopo la segnalazione – all’ufficio postale del Tribunale di Como – di strane operazioni effettuate da un soggetto che era poi stato individuato in Proto. La polizia giudiziaria del palazzo di giustizia aveva così avviato un pedinamento che si è poi via via esteso fino a scoprire l’identità del sospettato e la truffa che, secondo l’accusa, avrebbe posto in essere ai danni di una donna gravemente malata.

L’arrestato già in passato aveva fatto parlare per una serie di “fake news”, dalla vendita della villa di Laglio di George Clooney fino a una millantata amicizia con Donald Trump e all’intenzione di acquistare il Parma Calcio. “Bufale” che tuttavia erano finite pure su importanti quotidiani del mondo. Vicende su cui aveva anche scritto un libro. Una attività illecita cui ha posto fine il blitz di giugno portato a termine dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Como.

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