Presunte tangenti all’Agenzia delle Entrate. Un solo indagato non risponde

Tribunale di Como

Quattordici interrogatori. In tredici casi gli indagati hanno accettato di rispondere alle domande del giudice delle indagini preliminari di Como che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere (per due) e ai domiciliari (per tutti gli altri). È questo il riassunto di quanto avvenuto nell’ultima settimana nella vicenda delle presunte tangenti che ruotavano attorno all’Agenzia delle Entrate di Como.
A conti fatti, solo Roberto Santaniello, 69enne di Cantù, ex funzionario dell’Agenzia, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip. Tutti gli altri, invece, non sono hanno risposto, ma avrebbero pure fornito (chi più, chi meno) elementi importanti per le indagini che ripartiranno con nuovo vigore.
Molte le ammissioni sui fatti messi nero su bianco nell’ordinanza, anche se con interpretazioni spesso diverse rispetto a quelle fornite dal pm Pasquale Addesso. Altrettante sono state le istanze di attenuazione delle misure cautelari che sono state chieste ma che – almeno fino a ieri – erano state tutte respinte dal giudice.
Il motivo è da ricercare nelle esigenze cautelari ancora in essere, a maggior ragione dopo le decine di nuovi episodi riferiti su cui la guardia di finanza (Nucleo di Polizia economico-finanziaria) dovrà ora fare approfondimenti. «Gli atteggiamenti apparentemente collaborativi – ha poi bollato il gip nelle proprie motivazioni per respingere alcune delle istanze – appaiono più frutto di un preciso calcolo processuale che di una sincera rivisitazione dell’accaduto».

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