Prevenire per salvaguardare il territorio

Il dramma della Sardegna / 1

Inutile piangere sul latte versato, inutili tutti quei colonnelli incravattati super pagati che ci assillano tutto il giorno con le loro previsioni del tempo a volte poco attendibili.
Bisogna guardare in basso non in alto, guardare i torrenti, i corsi d’acqua, ma non soltanto dove sfociano, salire fino alla sorgente e monitorare il letto dei fiumi, spesso intasati da materiali di ogni specie: materassi, lavandini, tronchi e via elencando.
Bisogna pulire il sottobosco, tagliare le vecchie piante in modo che il bosco si rinnovi e le piante giovani assorbano più acqua e non lasciare le vecchie piante morte nei torrenti, che a loro volta formano dighe. Poi le conseguenze si vedono e, alla fine, è troppo tardi.
Abbiamo al sud più di 30mila guardie forestali, mandiamo questi signori a controllare i territori a rischio.
Abbiamo case abusive costruite vicino ai fiumi, magari deviando gli stessi in modo criminale e senza pensare che il fiume si prenderà il mal-tolto.
Quando poi scatta l’emergenza, e con l’emergenza non c’è  più controllo, il denaro arriva ma nel caos totale parte di questi soldi va in tasche sbagliate.
In Italia è sempre così, ci vuole prevenzione, bisogna pensare al peggio quando tutto va bene, pulire, mettere in sicurezza tutti i corsi d’acqua, far pulire ai proprietari tutti i boschi, non costruire in zone protette vicino ai fiumi. E chi non lo fa deve poi pagare i suoi danni, perché “chi è causa del suo male pianga se stesso”.
Questo, però, non si farà mai, perché su queste emergenze c’è troppa gente che specula e si arricchisce sulle spalle della povera gente. Che schifo.
Cristina Gilardoni

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