Rapporto di collaborazione tra genitori e insegnanti

Pare che uno dei mali della società attuale sia che si proteggono e accontentano troppo i figli.
Molti stanno crescendo dei piccoli tiranni convinti che basti un capriccio per ottenere quello che vogliono.
Atteggiamento pericolosissimo questo dei genitori, complici le separazioni in aumento – e relativi sensi di colpa – e il poco tempo – e relativi sensi di colpa in aumento!
Non stiamo facendo loro del bene in questo modo: degli adulti viziati e con scarsa o nulla capacità di tollerare e far fronte alla frustrazione, che la vita prima o poi ahimè ci regala, non faranno del bene né a loro stessi né tantomeno alla società. Io stessa tenderei se potessi a proteggere sempre mia figlia dalle avversità della vita: come dice giustamente un mio zio psicologo, anche se sembrano parole troppo forti,  proteggere troppo i propri cuccioli altro non è che un’altra forma di violenza, anche se più blanda e subdola e perciò più socialmente accettabile.
Il nostro lavoro di genitori, se sano e davvero costruttivo, consiste anche nel passare loro gli strumenti adeguati per far fronte agli urti e agli sgambetti che prima o poi arriveranno per forza.
Ogni generazione ha avuto i suoi punti deboli e ha commesso degli errori nei confronti dei propri figli, ma forse andrebbe sempre mantenuto ciò che di buono c’è stato in ognuna di queste generazioni.
Quando ero ragazzina io, spesso non si diceva nemmeno ai genitori se si veniva sgridati o ripresi dagli insegnanti, perché avrebbe comportato come minimo un “hanno fatto bene” o forse anche delle conseguenze.
E credo che in questo i nostri genitori dovrebbero essere presi ad esempio, per il bene dei nostri figli, ma anche della società.
Gli insegnanti di oggi, già nelle scuole dell’infanzia, hanno paura di dire ai genitori che hanno sgridato i loro figli, perché temono che questi invece di appoggiarli e costruire un rapporto di forza genitori/insegnanti, si inalberino nella difesa a spada tratta del proprio pargolo a prescindere.
Messaggio diseducativo molto pericoloso, la difesa del pargolo che ha sbagliato, che diventerà un adulto convinto che tutto gli sia permesso e concesso e di non dover pagare le conseguenze dei propri errori.
La vita invece non concede sconti.
Ilaria Mascetti

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