Primo giorno di lockdown in Svizzera: Berna definisce la situazione «difficile»

Svizzera, bandiera svizzera

«In Svizzera, siamo sempre in una stagnazione dell’epidemia ad alto livello. C’è una tendenza all’aumento del numero di casi e di stagnazione dei ricoveri e dei decessi». Così si è espressa ieri, a Berna, come riporta l’edizione online del quotidiano “La Regione Ticino” Virginie Masserey, responsabile della Sezione malattie infettive dell’Ufficio federale della sanità pubblica.
Il Paese rossocrociato da ieri, e per un mese, ha chiuso bar, ristoranti, limitato l’attività dei negozi (chiusi nei festivi) e imposto la serrata a sport e cultura. La situazione oltreconfine rimane complessa, ben peggiore, in rapporto con la popolazione, a quella lombarda e italiana. Solo in Canton Ticino (che conta meno residenti della provincia di Como) si sono contati 255 positivi nelle ultime 24 ore. Secondo il bollettino giornaliero, sono 31 i nuovi ricoverati e 23 i pazienti dimessi dagli ospedali, che curano complessivamente 350 malati Covid, 39 dei quali in terapia intensiva. Sette i decessi, un numero che porta a 710 il totale dei morti. In tutta la Svizzera ieri ci sono stati 4.275 casi, 129 decessi e 171 persone ricoverate in ospedale. «La situazione resta tesa anche nei reparti di cure intensive, dove il 72% dei posti sono occupati, mentre il 60% dei letti sono utilizzati da pazienti Covid», ha spiegato sempre Masserey, precisando che occorrerà continuare ad applicare le misure prese finora.
Dall’altra parte, in diversi Cantoni, Ticino e Grigioni compresi, si scierà tranquillamente. La comunicazione è stata data ieri per il Canton Ticino dal Gruppo di lavoro “Grandi Manifestazioni” istituito dal Consiglio di Stato. Per tutte le stazioni sciistiche ticinesi è previsto un contingentamento. «Una restrizione che permetterà di gestire al meglio e in tutta sicurezza la pratica dello sci a coloro che raggiungeranno le piste», spiegano dal Consiglio di Stato.

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