Ristorazione, si fermano anche i frontalieri

Dogana di Ponte Chiasso, frontiera, confine con la Svizzera

Settore della ristorazione fermo anche in Svizzera. Da ieri sono a casa diverse centinaia di frontalieri comaschi impiegati nei tanti locali del Canton Ticino, o nelle località turistiche della Svizzera interna.
«Molti addetti del settore sono comaschi, impiegati soprattutto nei locali di Lugano – spiega Massimiliano Tansini, presidente dell’Associazione Cuochi di Como – Anche mia figlia, ad esempio, lavora in Svizzera. Posso dire una cosa però? Oltreconfine sono stati molto più chiari rispetto a noi. Là ci sono poche direttive serie da seguire, qui invece si va sempre a interpretazione. Questo non vale solo per la ristorazione naturalmente».
Anche dal punto di vista del sostegno a chi ha dovuto interrompere l’attività, dall’altra parte del confine gli aiuti sono arrivati subito.
«Lo Stato deve dare delle certezze, invece purtroppo qui non è così. Se penso al futuro, vedo un altro anno ancora zoppicante. Spiace davvero che la situazione sia critica per tutti. Abbiamo analizzato il settore anche in un incontro a livello regionale. Le prospettive non sono buone». Anche la trasformazione dei locali per l’asporto o il delivery si è rivelata piuttosto complessa.
«Serve una riconversione per un servizio strutturato anche per l’asporto – spiega Tansini – non lo possono fare tutti. A Natale diversi cuochi hanno proposto un menù o alcuni piatti particolari, ma si tratta più che altro di un modo per mantenere vivo il contatto con la clientela».
Ma è proprio vero che anche nei periodi di crisi c’è sempre qualcuno che sta peggio di te. Così, i cuochi di Como anche per questo Natale con la Caritas e l’associazione Incroci si sono occupati di preparare i pasti per i senzatetto e i poveri del territorio.
«Abbiamo recuperato il necessario grazie ad alcuni sponsor, poi della distribuzione si occuperanno direttamente i volontari – conclude Tansini – Sono momenti duri per tutti, ma per queste cose il nostro impegno non mancherà mai».

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