Prostituzione nel Comasco: pesanti condanne. Si dividevano le piazzole tra Cermenate e Mariano

Prostituzione

Si dividevano lo sfruttamento della prostituzione tra la Brianza e la Bassa comasca. Nell’ambito di queste indagini – coordinate dal pm Antonio Nalesso – era finita anche un’altra vicenda, ovvero l’omicidio di un 24enne al termine di una discussione nata all’esterno di un locale notturno di Cermenate il 15 settembre 2017. Due albanesi che si contendevano l’allargamento (a vantaggio dell’uno e a danno dell’altro) delle piazzole per far prostituire le ragazze, si scontrarono. Uno dei due, con un colpo di pistola calibro 6,5 diretto al cuore, uccise l’avversario.
L’ultima parte di questa voluminosa inchiesta – che riguardava altri quattro albanesi – è stata definita ieri mattina in tribunale a Como con pene pesanti che hanno colpito un 26enne e un 36enne (otto e sette anni di reclusione, difesi dall’avvocato Samuel Auguadro), e altre solo un po’ più lievi (3 anni e mezzo e 4 anni) per un 47enne e una 40enne rappresentati rispettivamente dai legali Davide Brambilla e Renata D’Amico. Nei mesi scorsi era già stata definita una lunga serie di patteggiamenti, successivi alla maxi operazione contro la prostituzione che aveva portato – nel settembre del 2018 – a eseguire 23 ordinanze di custodia cautelare ad albanesi residenti tra le province di Como e Monza, accusati a vario titolo di controllare l’attività di sfruttamento della prostituzione tra i comuni di Arosio, Lentate sul Seveso, Bregnano, Cermenate, Figino Serenza, Vertemate con Minoprio e Mariano Comense. Una struttura che per la Procura di Como non era verticistica, cioè con un solo uomo a capo e gli altri in posizione subalterna, bensì orizzontale. Ognuno, cioè, aveva una propria zona e gestiva proprie prostitute senza schiacciare i piedi al connazionale che controllava l’area accanto. Al mese, nelle tasche dello sfruttatore, potevano rimanere dai 6 ai 12mila euro. I quattro condannati ieri gestivano la prostituzione in piazzole tra Cermenate e Mariano Comense, «controllando le ragazze a vista», accompagnandole sia a casa sia in strada, proteggendole in caso di bisogno ma anche minacciandole e spronandole a soddisfare più clienti possibili.

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