Proteste fuori dal “Castadiva”: due a processo

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Operai accusati di stalking verso il rappresentante legale della società proprietaria del resort

Avevano protestato vigorosamente all’esterno del ”Castadiva Resort” di Blevio, ritenendo che la ditta per cui lavoravano era stata ridotta sul lastrico a causa dei presunti ritardi dei pagamenti della società proprietaria della lussuosa struttura alberghiera lariana.
Manifestazioni che non si erano limitate all’area posta all’ingresso dell’hotel, lungo la Lariana, ma erano “esondate” fin verso il centro storico di Como.
Slogan, quelli diretti al rappresentante legale della società

proprietaria del resort, urlati ad alta voce, con epiteti e giudizi espliciti (riportati dettagliatamente nel capo di imputazione del pubblico ministero Mariano Fadda) e scritti anche su cartelli esposti e appesi un po’ ovunque, anche in prossimità dell’albergo, invitando i clienti a lasciare la struttura.
Per quelle manifestazioni che risalgono al mese di settembre del 2010, due persone sono comparse in aula ieri mattina nella prima udienza del processo a loro carico per rispondere alle accuse di stalking e diffamazione ai danni appunto del 49enne di Como rappresentante legale della società proprietaria del “Castadiva Resort”. L’uomo si è costituito parte civile.
Sul banco della difesa sono seduti invece un 44enne di Cinto Coamaggiore (in provincia di Venezia), e un bosniaco di 30 anni residente ad Azzano Decimo (Pordenone), due dipendenti dell’impresa poi effettivamente dichiarata fallita, assistiti rispettivamente dall’avvocato Fabrizio Maldini e da Francesca Binaghi.
In precedenza un terzo operaio della stessa ditta aveva patteggiato davanti al giudice – per identici reati – la pena di 6 mesi.

Nella foto:
Le proteste del settembre 2010 fuori dal “Castadiva” di Blevio

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