Quel pensiero fisso per 400 chilometri

Il reo confesso Dritan Demiraj
(a.cam.) Pasticciere a Rimini, alle spalle una lunga relazione con Lidia Nusdorfi, dalla quale ha avuto un figlio, Dritan Demiraj, albanese di 29 anni, non ha mai accettato che la sua donna lo avesse lasciato. Nel luglio scorso, la 35enne se n’era andata da casa e anche dalla Romagna. Tra lei e quell’ex con cui non voleva più avere nulla a che fare aveva messo una distanza di quasi 400 chilometri.

Ma non è bastata a fermare Dritan. Al giovane albanese, l’accusa contesta l’omicidio volontario. Significa, secondo la tesi della Procura, che il 29enne ha pianificato il delitto di Lidia. Lo ha programmato e studiato a tavolino, fino a passare ai fatti. A Mozzate, Demiraj è arrivato con un coltello in tasca e con il solo obiettivo di punire senza appello la donna che lo aveva lasciato.
Messo alle strette dai carabinieri di Como e Cantù, in collaborazione con i colleghi di Rimini, 24 ore dopo l’omicidio Dritan ha ammesso le sue responsabilità. Ha confessato di aver accoltellato a morte Lidia. Di fatto, ha pure avvalorato la tesi della premeditazione. Ci pensava da mesi, il 29enne, a eliminare la ex. Lo aveva immaginato dal 13 luglio, il giorno in cui l’aveva vista andare via da casa con la valigia, lasciando a lui il figlio e anche la figlia maggiore, che Lidia aveva avuto da un precedente compagno e che aveva sempre vissuto con loro.
Davanti ai carabinieri e al magistrato, all’indomani dell’omicidio, Dritan ha parlato per 40 minuti ininterrottamente per raccontare la sua versione dei fatti. Da quel momento però ha scelto il silenzio.

Nella foto:
Dritan Demiraj

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