Questa mattina l’ultimo saluto a Ines Figini, sopravvissuta ai lager

Carlo Azeglio Ciampi Ines Figini

«Non odio, perché ho perdonato e con il perdono ho trovato la serenità. Non abbiate odio, perché travisa il cervello. Oggi posso raccontare con serenità cosa ho passato». Sono le parole con le quali il 29 gennaio 2019, nel Giorno della Memoria, Ines Figini ricordava a Villa Olmo la sua esperienza di sopravvissuta nei campi di concentramento e di sterminio di Mauthausen, Auschwitz-Birkenau e Ravensbruck.
In quello che fu praticamente il suo ultimo intervento pubblico, l’ex operaia della Tintoria Comense, nata il 15 luglio 1922 e scomparsa lo scorso 26 settembre all’età di 98 anni, diede una grande lezione a tutti.
«I camini fumavano sempre – disse – e io mi chiedevo: “Perché? Non ci sono fabbriche”. Erano gli ebrei che bruciavano…».
Ines era una ragazza entusiasta. Nel 1944 partecipò alla sollevazione operaia della Comense e il 6 marzo, appena 21enne, questo le costò l’arresto e la deportazione nella Germania nazista, dove le fu impresso su un braccio il tatuaggio con il numero 76150 visibile durante tutta la sua lunga vita. Divenne un numero, la persona non esisteva più.
La sua esperienza fu drammatica. «Ho avuto il tifo – raccontò quel giorno a Villa Olmo – Bevevo soltanto acqua bollita, però ce l’ho fatta e, una volta a casa, ho ripreso a camminare e ad andare in montagna».
«L’ottimismo – disse ancora l’anno scorso – non mi ha mai abbandonato, aiuta a vivere e a superare tante cose. Non bisogna mai disperare, io pregavo con serenità».
Poi l’appello ai giovani, presenti in gran numero con i loro insegnanti in quella giornata, e la sottolineatura di grandi valori semplici.
«Voi ragazzi siate il futuro dell’Italia. Siate onesti. Pensate a fare e non a parlare a vanvera, perché il fare è importante. La libertà è una cosa magnifica: poter dire e poter fare. Io sono in carrozzina – sottolineò Ines Figini – ma sento ancora il senso della libertà. Non bisogna dimenticare. Non si può».
Il funerale di Ines Figini sarà celebrato questa mattina, alle 11, nel Santuario del Santissimo Crocifisso, in viale Varese a Como. Alle 10.30, sempre nella medesima basilica, verrà recitato il rosario.
Marco Guggiari

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