Racconti, comasca vince il “Premio Chiara”
Cultura e spettacoli

Racconti, comasca vince il “Premio Chiara”

Mercoledì prossimo, 24 ottobre, alle 18  alla libreria Ubik di piazza San Fedele 32 a Como (foto) verrà presentato il libro della docente  comasca Elena Ferrini L’estate dei venticinque anni (Varese, Macchione), una raccolta di racconti insignita del prestigioso Premio Chiara per racconti inediti 2018. Abbiamo posto all’autrice alcune domande.

Perché scrive racconti?

“Perchè il racconto mi è congeniale per la misura. Mi piace realizzare una storia che abbia un suo compimento in uno spazio narrativo relativamente breve, e così far conoscere personaggi, vicende e luoghi sempre diversi di racconto in racconto”.

Ho trovato interessanti e curiosi i nomi dei protagonisti, ma da dove traggono origine?

“Sì, ho una particolare attenzione e cura nella scelta dei nomi che sin dalla loro attribuzione ai vari personaggi, ne condizionano i comportamenti.  I latini dicevano omen nomen, e io condivido questa locuzione, che ha soprattutto un valore augurale. Anche se a volte la uso in senso antifrastico. Penso a Isolina, che in realtà ha una personalità aperta e socievole. Invece, un esempio di nome con riferimenti storici, reali, può essere Plinio: come il nostro dotto concittadino, anche il giovane del mio racconto è una figura di studioso, colto. E Leonardo, che nei suoi risultati scolastici e di lavoro si direbbe davvero geniale”.

Nei racconti spiccano  riferimenti a monumenti e ad artisti in prevalenza locali.

“Questo deriva dal mio personale interesse verso la storia dell’arte e l’arte in generale e dall’auspicio che un lettore attento, me ne basterebbe davvero uno solo, possa fare addirittura una visita ai posti o alle opere che ho citato nella mia invenzione”.

Il nucleo dei suoi racconti è la famiglia e in particolare la coppia, coppie solidali e perlopiù unite.

“Mi sembra che le mie coppie dove non mancano i tradimenti, che io colloco preferibilmente in età giovanile, siano realistiche, ancorché rare. In fondo i miei personaggi sono intelligenti e nell’essere intelligente i coniugi Salina, come i Belotti, i Catania e altri, sono accomodanti, comprensivi, sanno trovare i loro spazi senza soffocarsi, sanno mettere insieme le forze dinanzi alle sventure. E queste capacità permettono loro di stare unite”.

19 ottobre 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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