Rapinese: «Eventi di Natale, torni l’obbligo della solidarietà»
Cronaca

Rapinese: «Eventi di Natale, torni l’obbligo della solidarietà»

Nella richiesta di contributo regionale indicato un preventivo di 153mila euro: com’è possibile che sia così basso? «Gli organizzatori della Città dei balocchi non devono poter fare utili»

Qualcosa non torna nei conti preventivi della Città dei balocchi. O almeno: non tornano le uniche cifre al momento a disposizione. Nel lungo dispositivo della delibera numero XI/580 con cui la giunta regionale lombarda ha concesso al Consorzio Como Turistica un contributo di 40mila euro per l’organizzazione della manifestazione, si legge: «l’iniziativa […] presenta un bilancio preventivo che ammonta complessivamente a 153.162,00 euro».
Questo numero deriva ovviamente da un documento presentato in Regione con la richiesta di contributo, e come tale va preso sul serio. Molto sul serio.
E allora, facciamo alcuni conti. Nel capitolato d’appalto della kermesse è indicato il contributo di 12mila euro che Palazzo Cernezzi assegna a copertura delle spese. L’assemblea degli Amici di Como dovrebbe poi, lunedì prossimo, confermare come ogni anno la sponsorizzazione di 100mila euro, Assieme ai 40mila euro della Regione siamo già a 152mila euro.
Vale a dire, l’importo del preventivo indicato a Palazzo Lombardia. E tutto il resto? I molti sponsor, l’affitto delle casette dei mercatini, i contributi di altri enti, i canoni delle giostre, il noleggio dei pattini: quanto valgono?
La richiesta di trasparenza nei bilanci della manifestazione natalizia, che il Corriere di Como invoca da tempo, è più che giustificata dalle (poche) cifre divulgate dagli stessi organizzatori – le uniche accessibili, almeno sino a questo momento. Ma soprattutto – e lo ripetiamo – dal fatto che la Città dei balocchi riceve cospicui finanziamenti pubblici. Soldi che devono essere rendicontati in modo analitico e non generico. In questo senso va anche la richiesta che il gruppo consiliare della lista Rapinese sindaco si appresta a riformulare alla giunta di Palazzo Cernezzi. «Cambiano i colori delle maggioranza ma tutto rimane sempre così com’è – dice Alessandro Rapinese – E nel caso della Città dei balocchi si deve prendere atto di una copertura politica invidiabile». La prima domanda che Rapinese si fa e fa alla giunta è «perché sia stato modificato il bando e sia stato permesso agli organizzatori dell’evento di fare lucro. Prima non era possibile, ogni eventuale guadagno andava devoluto a chi ha più bisogno».
Per questo, insiste il consigliere comunale d’opposizione, «sono dell’idea che vada reintrodotto il vincolo della beneficenza. La città concede il suolo pubblico non per garantire lauti incassi ma per ragioni sociali».
Ovvio che l’eventuale pareggio di bilancio della kermesse sterilizzerebbe ogni beneficio in questo senso. «Ma è algebrico che non possa verificarsi ogni anno un risultato a somma zero», commenta Rapinese.
E comunque, anche per evitare possibili contestazioni, il consigliere comunale chiede che «il bilancio finale sia finalmente scritto in modo chiaro e completo e permetta di valutare l’evento dal punto di vista economico».
Rapinese, come detto, annuncia un’iniziativa formale. «Torneremo a discutere in consiglio comunale sulla destinazione degli utili della Città dei balocchi ai meno fortunati – dice – e chiederemo espressamente al sindaco perché è stato modificato il bando. Da quando è arrivato Mario Landriscina gli organizzatori non hanno più l’obbligo di devolvere della beneficenza e sono autorizzati al lucro. Perché hanno tolto le clausole? Spero che rispondano ma non mi faccio illusioni, perché il sindaco quando c’è da parlare in modo chiaro farfuglia. Noi ci aspettiamo una contabilità trasparente e intelligibile, su questo condurremo ancora una volta la nostra azione amministrativa».

12 Ottobre 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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