Reddito di cittadinanza, dopo il test parlamentari all’attacco e in difesa
Cronaca

Reddito di cittadinanza, dopo il test parlamentari all’attacco e in difesa

Reddito di cittadinanza. Raramente in passato c’è stata tanta attenzione sulla misura di un governo. Più che sulla tassa per entrare in Europa del governo Prodi, più del tormentone sull’abolizione dell’Ici sulla prima casa del governo Berlusconi. Come il mitologico vaso di Pandora, basta poi che qualcuno apra il coperchio per scatenare una ridda di commenti. Così è avvenuto anche con la pubblicazione del “Sole 24 Ore”, che ha simulato a quante famiglie potrebbe arrivare l’aiuto di Stato. A Como e provincia sarebbero soltanto il 4,3%, ovvero 11.200 famiglie. Molto meglio la situazione nel Sud Italia. Per Crotone, Napoli e Palermo si parla di oltre una famiglia su cinque.
Quindi il reddito di cittadinanza non è cosa per comaschi? «Ora non ho modo di verificare i dati del Sole 24 Ore» risponde il parlamentare comasco del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Currò via WhatsApp da Roma.
«Anche perché manca la definizione del collegato – ovvero i paletti esatti, entro i quali si muoverà la misura – Dai nostri dati il 47% dei destinatari del reddito sono al Nord, quindi l’eventuale discrimine rispetto ad altre aree geografiche non ha modo di esistere. Con riferimento specifico alle famiglie, attendiamo dati ufficiali» conclude.
Anche Alessandra Locatelli, parlamentare leghista, difende la misura del governo gialloverde.
«Non è detto che la simulazione rispecchi la realtà – dice – D’altra parte sia il Rei (Reddito di inclusione) del passato governo, sia il futuro reddito di cittadinanza, vanno incontro a povertà e disoccupazione. E tutte le statistiche sul tema parlano si situazione più grave al Sud Italia. Si va ad aiutare dove ci sono difficoltà». Alessandra Locatelli spiega poi come la precedente misura avesse gravi lacune sui centri per l’impiego, che ora verranno risolte.
«La misura conterrà tutti i mezzi necessari per la sua applicazione» conclude.
Di parere ben diverso, Chiara Braga, parlamentare del Pd. «Sarebbe stato sufficiente mantenere e affinare il reddito di inclusione per aiutare migliaia di famiglie, invece si è voluto sottrarre risorse a reali amministratori per ricompensare quel territorio che ha sostenuto il Movimento Cinque Stelle nelle ultime elezioni», attacca duramente Chiara Braga.
«Questo aiuto condanna le persone alla dipendenza economica», conclude.
Ancora più duri i termini utilizzati dal deputato di Fratelli d’Italia, Alessio Butti.
«Si tratta di assistenzialismo verso il Sud Italia dal sapore truffaldino – dice Butti – Perlopiù sostenuto dalla Lega che fino a pochi mesi fa aveva nella denominazione dei gruppi parlamentare “Lega Nord per l’indipendenza della Padania”. Hanno rifatto la Cassa del mezzogiorno. Dove c’è povertà si deve dare lavoro, non la mancia».
Butti fa anche una seconda riflessione.
«Mi piacerebbe sapere quante delle 11mila famiglie della provincia interessate dal Reddito di cittadinanza sono comasche e quante sono quelle straniere. Sono convinto che avremmo delle belle sorprese», conclude.

14 Novembre 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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