Razionalisti, motore mai acceso per il turismo

Como, Palazzo Terragni Casa del Fascio 1

Si fa un gran parlare di turismo e strategie per promuoverlo, in questa delicata fase di ripartenza economica. Fra le tante carte culturali che il Lario e Como possono giocare c’è un giacimento tutto da mettere a valore e sistema, un motore a 12 cilindri fatto funzionare ancora poco e male. È è il Razionalismo, eredità architettonica del Novecento che vede capoluogo, lago e Brianza punti di elezione di un itinerario alla ricerca di geometrie rigorose e soluzioni progettuali che poco meno di un secolo fa erano l’avanguardia e hanno fatto di questo territorio allora un laboratorio e oggi un museo a cielo aperto. Da tutelare con attenzione come insegna la vicenda dell’Asilo Sant’Elia di Terragni.

Un museo all’aperto che manca però in gran parte delle opportune didascalie. Ossia dell’apparato didattico necessario. Certo appassionati ed esperti in visita non mancano, studenti e cultori della materia accorrono anche dall’estero. Ma manca quel salto di qualità che fa la differenza: essere consapevoli dell’eredità, del patrimonio. Da tempo si discute di un museo del Razionalismo in città. Magari da insediare nel monumento iconico del Razionalismo comasco ossia l’ex Casa del Fascio – nella foto – di Giuseppe Terragni, che è però sede del comando provinciale della Finanza.

Tempo fa Nicoletta Ossanna Cavadini, storica dell’architettura ticinese, aveva lanciato l’idea di insediarvi, magari aggregando altri luoghi simbolici attigui come l’Uli in via Pessina, un grande archivio digitale (alcuni tentativi meritori sono stati promossi da associazioni culturali ma qui serve uno scatto istituzionale) di tutti gli archivi di disegni e schizzi degli architetti razionalisti. Che in effetti ci sono, e aperti agli studiosi, ma quali monadi in taluni casi industriose e attive (pensiamo all’Archivio Cattaneo di Cernobbio) ma appunto non sistematizzate né contestualizzate e utili al turista. Il fatto che il comasco Michele Pierpaoli sieda da pochi giorni nel consiglio nazionale dell’Ordine degli Architetti, secondo lariano da 35 anni a questa parte nel board nazionale, potrebbe essere un elemento di svolta per alimentare una diversa coscienza del patrimonio razionalista a Como.

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