Regione, consiglio sciolto. Dimessi tutti i comaschi

La crisi al Pirellone
Gaffuri (Pd), Bianchi (Lega) e i pidiellini Rinaldin e Camillo hanno lasciato

La data per le prossime elezioni regionali è ancora un rebus, ma un dato sicuro ora c’è: il consiglio del Pirellone si è sciolto (pur rimanendo in carica per questioni d’urgenza e il disbrigo dell’ordinaria amministrazione, come il presidente e la giunta, fino al voto).
Pur con un grado di convinzione assai differente (sullo strumento delle dimissioni di massa, il Carroccio era scettico) tutti i 4 consiglieri regionali comaschi hanno formalizzato le proprie dimissioni. Fine mandato
, dunque, per il capogruppo del Pd, Luca Gaffuri, per i due esponenti eletti con il Pdl, Gianluca Rinaldin e Paola Camillo, e il leghista Dario Bianchi. Anche con il loro contributo, pur se l’iniziativa è nata interamente dai banchi del centrosinistra, si è dunque concluso il “regno” di Roberto Formigoni al Pirellone dopo 17 anni ininterrotti.
Inutile dire che il più soddisfatto della giornata – definita “storica” – era il democratico Luca Gaffuri. «Dopo oltre 17 anni si chiude l’era formigoniana, connotata soprattutto negli ultimi anni da vicende giudiziarie gravissime e dall’incapacità di dare risposte serie alla crisi economica che ha toccato le le famiglie e le imprese lombarde. Ora inizia il percorso verso le elezioni, che possono portare a un cambio di passo in Regione». Il Pd sceglierà il proprio candidato attraverso le elezioni primarie, Gaffuri non si candiderà in prima persona ma garantisce «l’appoggio a un altro candidato». Ovvero Fabio Pizzul.
Fatalista il commento di Dario Bianchi. «Questa legislatura era nata male, doveva finire così – ha commentato il leghista – Ora mi metto a disposizione del movimento, disponibile a una ricandidatura soltanto se i vertici lo riterranno opportuno». Per quanto riguarda le prossime elezioni, Bianchi afferma che «la Lega parlerà con tutti, tranne che con Roberto Formigoni».
Dopo un deciso orientamento per il no – vista anche la sospensione dal Pdl maturata per la recente condanna a 2 anni e mezzo in primo grado per la vicenda “Lake Holidays” – anche Gianluca Rinaldin si è dimesso. «Partito e gruppo, alla fine, hanno trovato una linea comune e io l’ho seguita – ha affermato – Sono molto felice per l’approvazione della nuova legge elettorale (che ha abolito il cosiddetto listino, ndr). Il mio futuro? Ora vedrò, devo riflettere. La mia matrice culturale e politica è moderata e cattolica, non di destra. Potrei prendere una pausa di riflessione».
Infine, dimissioni anche per Paola Camillo, vera meteora del consiglio regionale, visto che subentrò a Giorgio Pozzi nel giugno scorso e dopo poco più di 4 mesi lascia l’aula.
Sul fronte delle elezioni, è ancora nebbia fitta. Formigoni ieri ha dichiarato di avere l’ok del governo per il voto tra «il 16 dicembre e il 27 gennaio 2013». In realtà, si parla anche di un possibile allineamento al voto per la Regione Lazio, peraltro ancora senza data. Difficile, invece, l’election day ad aprile, insieme con le politiche.

Emanuele Caso

Nella foto:
Roberto Formigoni

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