«Regione impreparata sui vaccini». Movimento 5 Stelle contro la giunta

Raffaele Erba Movimento 5 Stelle

Vaccini anti-influenzali non disponibili per tutti i cittadini e nemmeno per le fasce della popolazione considerate fragili: questo il duro attacco del Movimento 5 Stelle in Regione.
«Nonostante le rassicurazioni di Regione Lombardia con l’assessore Gallera che aveva garantito la distribuzione delle dosi già a partire dal 15 ottobre, in Lombardia la reperibilità dei vaccini per prevenire l’influenza è ancora piuttosto difficoltosa. La situazione non cambia nel Comasco, dove risiedono 229mila persone che avrebbero diritto al vaccino gratuito», premette Raffaele Erba, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle. «Purtroppo si ripetono gli stessi errori commessi nella prima fase della gestione dell’emergenza Covid. Regione Lombardia si è fatta cogliere impreparata anche sui vaccini anti-influenzali», dice Erba che aggiunge anche come le mancanze della sanità pubblica «rischino di spianare la strada alla sanità privata, come nel caso del gruppo ospedaliero San Donato che gestisce 19 ospedali in Lombardia. L’esplosione dei contagi avvenuta nelle ultime settimane e l’impossibilità dei medici di base di seguire da vicino tutti i pazienti, ha portato il San Donato a formulare due offerte onerose per tanti cittadini: 90 euro per un semplice consulto telefonico e 450 euro per una visita a domicilio. Un modo per fare cassa approfittando dello stato di necessità», dice Erba. In Lombardia dunque sta diventando «sempre più evidente il trattamento differenziato tra chi ha i soldi e chi non ne ha. Un doppio binario tra sanità pubblica e sanità privata. I cittadini stanno pagando a caro prezzo certe scelte della giunta che non garantiscono un servizio efficiente. A breve in Consiglio Regionale si riaprirà la discussione sulla riforma socio-sanitaria in Lombardia. Serve dimostrare in questa occasione un cambio di rotta. La sanità pubblica nella nostra regione va rilanciata perché curarsi non deve essere un lusso concesso solo ai pochi», conclude Raffaele Erba.

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