Resta in carcere l’uomo che ha ferito la bimba di 10 anni

Il caso – Davanti al gup Luciano Storaci, il 50enne ha ripetuto di aver sparato con una carabina calibro 22 contro una lattina appesa al balcone di casa
Ieri l’interrogatorio di garanzia. Il giudice non ha concesso gli arresti domiciliari chiesti dal difensore
Resta al Bassone Leonardo Zarrelli, l’assicuratore 50enne accusato di aver ferito una bambina di 10 anni sparando dal balcone di casa a Monte Olimpino. Il giudice per l’udienza preliminare ha convalidato il fermo e ordinato la custodia cautelare in carcere, respingendo la richiesta dei domiciliari presentata dal legale dell’uomo. L’interrogatorio di convalida è durato 2 ore. Davanti al gup Luciano Storaci, Zarrelli ha ripetuto di aver sparato con una carabina calibro 22 contro una
lattina appesa al balcone, una sorta di bersaglio artigianale.
L’assicuratore ha esploso 5 colpi poco prima della mezzanotte di giovedì 31 giugno, dopo la vittoria dell’Italia sulla Germania. Il pm titolare dell’inchiesta, Mariano Fadda, ha contestato il tentato omicidio all’assicuratore, un uomo con la passione per le armi. Resta invece in secondo piano l’ipotesi delle lesioni personali aggravate. Secondo l’accusa, la versione della lattina non regge. Oltre al proiettile che ha colpito la bambina ci sono infatti i segni di altri 4 colpi finiti contro un muro di via Bellinzona, ad altezza d’uomo.
Ieri mattina, il legale di Zarrelli, Massimo Di Marco, ha chiesto che il suo assistito potesse ottenere gli arresti domiciliari a casa della compagna.
Il giudice ha respinto la domanda e ordinato la custodia cautelare al Bassone, dove il 50enne è rinchiuso da sabato scorso.
Fin dal momento in cui è stato portato in caserma dai carabinieri, l’assicuratore ha sempre dichiarato di non essersi reso conto di aver colpito un’auto. Anzi, ha ripetuto di essere certo, sparando da casa, di non fare danni né tantomeno mettere a rischio l’incolumità di qualcuno. Già ieri, il legale dell’uomo ha nominato un perito balistico, l’architetto milanese Luca Soldati, al quale ha commissionato una serie di accertamenti tecnici.
A breve dovrebbero intanto essere disponibili i risultati degli accertamenti degli esperti sulla compatibilità tra il proiettile estratto dalla spalla della bambina e la carabina calibro 22 con la quale ha sparato Zarrelli. Gli esami si sono rivelati complicati perché l’ogiva era molto danneggiata.
I test effettuati con il laser pointer dai carabinieri di Como avrebbero invece confermato la compatibilità della traiettoria dei colpi sparati dall’appartamento dell’assicuratore con il punto di via Bellinzona in cui la piccola è stata ferita, così come con il muro sul quale sono stati trovati i segni degli altri 4 proiettili

Anna Campaniello

Nella foto:
I test effettuati con il laser pointer dai carabinieri avrebbero confermato la compatibilità della traiettoria dei colpi sparati dall’appartamento dell’assicuratore

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