Restare umani, l’imperativo di “Miniartextil” 2018

© | . Miniartextil. In foto l'installazione dell'artista Giapponese Kijonori Shimada..

Artisti emergenti e voci affermate del panorama contemporaneo uniti nel ribadire i significati più profondi dell’essere umani.
Il prossimo 29 settembre prenderà il via la ventottesima edizione di Miniartextil, grande mostra collettiva dedicata all’arte tessile internazionale. «Humans» è il tema di quest’anno. Gli artisti sono stati chiamati a confrontarsi con questa parola a cui tutte le opere della mostra si ispireranno.
Come sempre, i 54 minitessili, opere di piccolo formato selezionate giovedì 10 maggio tra le 220 candidature provenienti da ogni parte del mondo dalla Giuria internazionale, presieduta quest’anno da Carlo Pozzoli, Michel Hadida e Rolands Krutovs, saranno i protagonisti nella navata centrale della ex chiesa di San Francesco in largo Spallino a Como, intitolata all’industriale tessile e mecenate Antonio Ratti. Di 17 diverse nazionalità, gli artisti dei 54 minitessili hanno elaborato il tema “Humans” con tecniche, materiali e forme eterogenee. Miniartextil tornerà anche a proporre le consuete e spettacolari grandi installazioni di “fiber art” contemporanea che hanno contribuito a renderla celebre nel mondo. Dell’artista sarda Maria Lai si esporrà l’opera Rosso e Nero. Sull’altare di San Francesco, spazio a Soo Sunny Park e alla sua Unwoven Light, un’opera realizzata con reti metalliche, plexiglass, luci naturali e artificiali. Mentre Patrizia Maimouna Guerresi presenta Minarets Hats, sculture e fotografie che invitano a riflettere sulle religioni e sul loro incontro. Inaugurazione il 29 settembre alle 18, la mostra sarà aperta fino al 18 novembre. Ingresso 7/5 euro, gratis fino a 10 anni. Apertura martedì-domenica 11-19.

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