Riforma delle Province più vicina dopo il sì del Senato

Il commissario straordinario di Villa Saporiti: «Non porterà a nessun risparmio»
(m.d.) Con 160 voti a favore e 133 contrari il Senato ha dato ieri sera il via libera alla riorganizzazione delle amministrazioni provinciali di tutta Italia. Il governo, dopo il doppio scivolone nella Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama di martedì scorso, aveva posto la fiducia per blindare l’esito del voto sul disegno di legge Delrio, dal nome dell’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, già ministro agli Affari regionali nel precedente governo di Enrico Letta.

Il provvedimento, che dovrà ora tornare all’esame della Camera dei deputati per il via libera definitivo, trasforma le Province in assemblee composte da sindaci e consiglieri comunali del territorio di riferimento, i quali svolgeranno le loro funzioni senza percepire alcuna indennità aggiuntiva. I nuovi enti avranno per lo più compiti di pianificazione su tematiche quali i trasporti, la mobilità e l’ambiente, mentre le uniche funzioni dirette che potranno svolgere sono relative all’edilizia scolastica e alle pari opportunità. Il resto delle funzioni operative, personale compreso, dovrebbe passare ai Comuni o alle Regioni.
Il ddl Delrio prevede inoltre la trasformazione di una decina di Province, tra cui quella di Milano, in Città metropolitane, con maggiori poteri rispetto alle altre amministrazioni provinciali. Di fatto, però, le Province non scompariranno. Il loro numero resterà quello attuale: 107.
Per quanto riguarda Como, fino alla fine di quest’anno non cambierà nulla. Villa Saporiti, retta dal giugno del 2012 da Leonardo Carioni in qualità di commissario straordinario, continuerà a essere governata dall’ex presidente leghista della giunta provinciale fino al termine del 2014. Dal 1° gennaio del 2015 a Como, come nel resto d’Italia, verranno designati i nuovi organi che guideranno le Province: il presidente, il consiglio provinciale e l’assemblea dei sindaci. La novità di fondo è che il presidente e il consiglio non saranno più eletti direttamente dai cittadini, ma dai sindaci e dai consiglieri comunali dell’intero territorio provinciale.
Quella disegnata da Delrio è una riforma che all’attuale numero uno di Villa Saporiti non piace per nulla. «Le Province dovrebbero diventare enti di secondo livello; alcune deleghe resteranno in capo alle Province, altre dovrebbero passare ai Comuni o alle Regioni, ma non è affatto chiaro come tutto ciò avverrà – afferma Carioni – Io sono contrario a questa riforma, però così è stato deciso. Vedremo tra qualche anno se questo cambiamento avrà dato frutti buoni o no».
Secondo il commissario straordinario di Villa Saporiti, «questa riforma non porterà nessun risparmio allo Stato e, soprattutto, provocherà grossi problemi ai cittadini». Spiega Carioni: «Noi ora interveniamo su strade e scuole in tempi molto ristretti, bisogna vedere se la Regione riuscirà a garantire con la stessa rapidità i medesimi servizi che noi oggi diamo».

Nella foto:
Villa Saporiti, sede dell’amministrazione provinciale di Como. Dal giugno del 2012 l’ente è guidato dall’ex presidente Leonardo Carioni in qualità di commissario straordinario

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