Rinascono a Cantù i mitici Hothouse Flowers

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Live in Brianza

Sarà un febbraio a suon di rock quello del live club “All’1&35circa” di Cantù. A iniziare dal ritorno, per l’unica data italiana, del 10 febbraio, di Liam O’Maonlai e Peter O’Toole, rispettivamente cantante e bassista dei mitici Hothouse Flowers. Un esordio fulminante, quello della band irlandese, poco più di vent’anni fa, con l’album People. Poi altri ottimi dischi, su tutti Home e Songs From The Rain, che contribuiscono a creare il mito di un gruppo che sul finire degli anni ’80 fa

“tremare” anche gli U2. Nel terzo millennio arriva l’ottimo Into Your Heart, poi Liam decide di mettersi in proprio con un omonimo lavoro e, a seguire, con lo splendido To Be Touched. Una raccolta di brani intimi, onirici, notturni, un disco di canzoni appassionate, tutte scritte al pianoforte, in cui la splendida voce di Liam si immerge caldissima nelle radici americane, tra i pionieri del folk. Ma è il suo tocco personalissimo a tracciare i solchi più profondi, laddove canzoni come l’ispirata title track regalano emozioni forti a chi riesce ad entrare in sintonia con la sua profonda poesia.
È un disco da ascoltare con la stessa liturgia con cui è nato, nel silenzio di quell’animo soul che lo nutre fino all’ultima nota. Emozioni da vivere in un concerto che porterà in scaletta anche i brani più noti degli Hothouse Flowers, una band che O’Maonlai, con le sue atmosfere maledettamente soul, ha trascinato dove Jimmy Rabbitte avrebbe voluto condurre, nel magistrale film di Alan Parker tratto dal romanzo di Roddy Doyle, i “suoi” Commitments. Forse i più “neri” d’Irlanda erano proprio loro: non a caso lo stesso Bono, quando presentò il loro ultimo album, definì l’amico O’Maonlai il miglior cantante soul bianco al mondo. Anche se a riportare tutto a casa ci pensavano momenti come Magic Bracelest, canzoni in cui l’amore per Van Morrison era evidenziato dalla ricerca delle stesse incantate onde sonore. Ma il cartellone di febbraio del club All’1e35circa non si ferma qui. Infatti, il 17, arriverà a Cantù il norvegese Terje Nordgarden, cantautore già paragonato al suo esordio a Nick Drake e Jeff Buckley, per presentare Dieci, un disco tributo alla canzone d’autore di Marco Parente, Paolo Benvegnù, Cesare Basile. Il 24 arriverà poi anche Jono Manson, mentre a marzo sono attesi, il 17, Malcom Holcombe con le recenti canzoni di Down The River e, il 24, il chitarrista David Grissom, già alla corte di John Mellencamp e degli Allman Brothers.
Intanto, lo stesso palco, lunedì 27 gennaio, offrirà uno dei più grandi performer live prodotti dal Canada negli ultimi 10 anni. Stiamo parlando di Bocephus King che, proprio in questi giorni, ha pubblicato Amarcord, la sua prima raccolta con le migliori canzoni di Joco Music, A Small Good Thing, The Blue Sickness, l’album del successo – in Italia, il magazine “Buscadero” gli dedicò infatti la copertina – All Children Believe in Heaven e Willie Dixon God Damn, per un “best of” pieno di contaminazioni e colpi di puro genio.

Nella foto:
Liam O’Maonlai, cantante dei mitici Hothouse Flowers, atteso a Cantù

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