Rissa fuori dal locale notturno: 24enne condannato a 8 anni

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Fatto di sangue a Tavernerio. Accolto il patteggiamento degli altri cinque giovani partecipanti allo scontro. Un solo ragazzo è stato rinviato a giudizio
È stato accusato di tentato omicidio: colpì un rivale alla testa con una grossa bottiglia di vetro

Accolte tutte le richieste dell’accusa. Il giudice dell’udienza preliminare di Como, Francesco Angiolini, ha letto ieri pomeriggio la sentenza di condanna per la rissa avvenuta poco distante un locale notturno di Tavernerio il 3 febbraio di quest’anno, scontro che lasciò sul selciato in gravi condizioni un 24enne di Erba, colpito alla testa da una grossa bottiglia di vetro e poi preso a calci mentre si trovava disteso sul selciato. Il principale imputato, un 24enne dominicano residente a Rebbio

e accusato di tentato omicidio, ha rimediato la pena di 8 anni (in Abbreviato) più 400 mila euro di risarcimento del danno in via provvisionale in attesa della successiva definizione in sede civile.
L’avvocato del giovane, il legale Livia Zanetti, ha depositato una istanza per chiedere i “domiciliari” e la possibilità di recarsi al lavoro: richiesta a cui non è stata ancora data risposta. Il 24enne aveva auspicato, parlando davanti al giudice, di poter tornare quantomeno a lavorare proprio per poter guadagnare soldi e poter risarcire la vittima.
Accolte ieri anche tutte le altre richieste del pubblico ministero Mariano Fadda: gli altri partecipanti allo scontro – in cinque – hanno patteggiato 200 euro per la rissa (avvocati Anna Maria Restuccia, Ottavia Montefusco e Paolo Monti), mentre un salvadoregno di 20 anni non ha voluto patteggiare perché riteneva di essere intervenuto solo per dividere i contendenti. Per lui (difeso da Massimo Di Marco) il giudice ha optato per il rinvio a giudizio.
Si è chiuso così il primo grado del grave fatto di violenza avvenuto fuori da un locale notturno di Tavernerio. Un erbese di 24 anni (anche lui tra quelli che hanno patteggiato per la rissa) fu colpito da una bottigliata in testa dopo lo scontro tra due gruppi di giovani, rischiando seriamente la vita e riportando lesioni gravi e permanenti che ancora oggi gli paralizzano la parte sinistra del corpo. Una rissa scoppiata per motivi futili: la precedenza tra i due gruppi di amici all’uscita del locale. Una scena che, tra l’altro, fu ripresa da un video di un circuito di sorveglianza, particolare che portò i carabinieri a ricostruire con esattezza quanto avvenuto in quella notte di violenza attribuendo anche con precisione le responsabilità ai singoli partecipanti alla rissa. La sentenza è stata letta con motivazione contestuale. Ora la palla passa di nuovo alla difesa che avrà quindici giorni di tempo per un eventuale ricorso in appello a Milano.

M.Pv.

Nella foto:
La sentenza è stata letta ieri nel primo pomeriggio in tribunale a Como

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