Rivarossi, il museo non trova spazio né fondi

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Tra storia e cultura
Polemica tra i promotori dell’iniziativa e l’assessore di Palazzo Cernezzi

(f.bar.) A rischio il futuro del Museo Rivarossi. Le difficoltà nel trovare uno spazio adeguato potrebbero rivelarsi fatali per il progetto di Vittorio Mottola. Ieri mattina, in occasione della presentazione del terzo Meeting 500 Club Italia – Memory Rivarossi previsto per il 20 e 21 luglio a Cernobbio e a Como, i toni si sono accesi quando si è ipotizzata la creazione di uno spazio dedicato al papà dei trentini. «Pure questo evento rappresenta una tappa ulteriore, come la mostra Rivarossi al

Broletto, per arrivare all’obiettivo finale: aprire un museo in città», ha detto Mottola.
Tra gli invitati era presente anche l’assessore alla Cultura del Comune di Como, Luigi Cavadini, e Mottola non si è lasciato sfuggire l’occasione.
«Stiamo temporeggiando da troppo tempo. Da 2 mesi chiedo invano un appuntamento al sindaco. Il Comune ci deve dire se questo museo lo vuole oppure no». Il sogno espresso in passato era di utilizzare la Santarella. Idea scartata per le pessime condizioni dell’edificio e per le spese eccessive di ristrutturazione. «Ho in mente anche altre location. In città ne esistono molte. Ma non voglio più dover aspettare», ha detto Mottola.
«Chi parla dell’esistenza di spazi allora proprio non conosce Como», ha replicato Cavadini. Il problema resta sul tavolo. «A noi farebbe piacere avere il museo in città. Ma al momento non ci sono soldi né locali idonei».
Intanto Paolo Albano, architetto comasco che ha firmato il monumento all’azienda Rivarossi di Sagnino, si è dimostrato stupito. «Basterebbero 200 metri quadrati per raccogliere il materiale. Lo spazio del Broletto in cui è stata allestita la mostra era di 260 metri quadrati». Ma non arrivano aperture da Palazzo Cernezzi. «Il Broletto è un’ipotesi impercorribile. Lo ripeto, non ci sono spazi a parte alcune sale di Circoscrizione».
L’idea è di allestire un museo dove possano convivere i vari modellini e i percorsi virtuali. «Vorremmo predisporre un plastico su cui far viaggiare i trenini che i nostri visitatori vorranno portare e far così rivivere il loro passato da bambini», ha concluso Mottola.

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