Rivetti ridisegna il suo Como

Calcio – Il nuovo presidente sta studiando la riorganizzazione della società, in attesa dell’ingresso nel club, al suo fianco, degli imprenditori lariani
Una società da ridisegnare con l’ingresso di due cordate: una – quella annunciata degli imprenditori comaschi – con grande rilevanza e con la maggior parte delle quote del club, l’altra impegnata principalmente nel settore giovanile.
E poi un organico da ridisegnare, con il ritorno di alcune persone che erano nel club fino a poco tempo fa e che poi, per vari motivi, sono state estromesse. E magari con qualcuno che potrebbe essere congedato.
Senza dimenticare la squadra, protagonista

nel girone A di Prima Divisione, con stipendi e contributi che vanno pagati entro il 15 di novembre.
Non è difficile capire perché Amilcare Rivetti, da venerdì pomeriggio nuovo presidente del Como, si sia definito «felice, ma frastornato». Tanti i temi nella sua agenda, da sistemare nell’immediato o comunque nelle prossime settimane.
Ma andiamo per ordine. E il tema di maggiore rilievo, non si può negare, è l’ingresso della cordata di imprenditori lariani, che dovrebbe acquisire l’80% delle azioni della società. A fianco di Amilcare Rivetti ci sarà ufficialmente una fiduciaria, quindi non è detto che i nomi di questi nuovi soci vengano detti pubblicamente.
Si sa che l’impegno di affiancare Rivetti – che rimarrà amministratore unico per 2-3 anni – durerà 5 anni, con questi soci che garantiranno un contributo annuo utile a garantire la sana gestione del club.
Come è noto, nel corso dell’assemblea dei soci è stato votato un aumento di capitale da 150 a 400mila euro, da sottoscrivere entro il prossimo 15 dicembre. Tra un mese, dunque, e questa non è una circostanza casuale.
Perché il tempo di un mese è quello che la cordata di imprenditori si è data per valutare ogni aspetto del Calcio Como, con particolare attenzione – e non potrebbe essere altrimenti – alla situazione dei bilanci. Ogni elemento che riguarda il club sarà analizzato anche perché l’accordo è di assumere in carico la gestione dal 1° luglio 2011.
Quella di conoscere i nomi dei componenti di questa cordata potrebbe rimanere una domanda senza risposta. Lo stesso Rivetti, a chi gli ha chiesto lumi, ha fatto intendere che non dirà nulla.
Si gira dunque intorno alle indiscrezioni che da tempo caratterizzano questa cordata. Si va da Claudio Conti, imprenditore del settore tessile, al gruppo di dirigenti del Como anni ’80 capitanati da Benito Gattei. Quest’ultimo si è detto disponibile a dare una mano, anche se preferisce un ruolo dietro le quinte: non è un caso che si sia scocciato parecchio quando il suo nome è uscito in questa vicenda. Si sarebbe invece defilato Franco Polti. E siccome la cordata ha tra i suoi punti la costruzione e la gestione di un nuovo stadio nella zona di Villa Guardia, si vocifera di 2-3 imprese edili importanti della provincia che, con i loro dirigenti, potrebbero essere in questa cordata.
Nel nuovo organigramma del Calcio Como, con Amilcare Rivetti presidente e amministratore unico, la cordata lariana esprimerà comunque l’amministratore delegato della società.
Bisognerà poi vedere quali saranno i 3-4 vicepresidenti che Rivetti vorrà al suo fianco. Saranno comunque persone operative in vari settori e una dovrebbe occuparsi di settore giovanile.
E questo è un altro nodo che dovrà essere risolto. Perché? Perché attualmente la gestione del vivaio azzurro è ceduta – con un contratto di tre anni – alla società Asc.Co (composta da cinque soci), che ha l’incarico di curare le formazioni Berretti, Allievi Nazionali, Giovanissimi Nazionali e Allievi.
E qui subentra una nuova cordata, più piccola. Rivetti è infatti in contatto con un gruppo di 7-8 persone (principalmente della zona di Erba) che, acquistando una piccola parte di quote della società, ha dato la sua disponibilità a prendersi in appalto il settore giovanile, accollandosi tutti i costi.
E il nuovo presidente vorrebbe mettere come responsabile un personaggio che abbia giocato nel Como: i nomi che sono in pole position sono quelli di Mario Manzo e di Roberto Galia. In ogni caso l’intenzione è di affidarsi a una figura tecnica con carisma ed esperienza.
Uno dei vicepresidenti del club, invece, potrebbe essere un esponente di questa seconda cordata, per così dire “erbese”.
Ma prima, appunto, bisognerà trovare un accordo con gli esponenti di Asc.Co, che hanno un contratto di tre anni che scade esattamente fra 31 mesi.
Per quanto riguarda i nomi che potrebbero far parte del Como di Amilcare Rivetti, tornano in auge persone che avevano fatto parte del club fino a poche settimane fa e che poi per varie ragioni se ne sono andate. Uno è quello di Maurizio Porro, ex direttore generale, che dopo aver abbandonato la società all’inizio della stagione – in circostanze che non sono mai state chiarite, ma con un gelido comunicato dell’ufficio stampa pubblicato sul sito del club – è rimasto vicino a Rivetti e anzi, lo ha spronato a non mollare. Per lui ci sarà un ruolo operativo anche se prima dovrà chiarirsi con Antonio Tesoro.
Quest’ultimo, infatti, è stato confermato come responsabile dell’area tecnica della società e non è un mistero che con Porro non andasse molto d’accordo. Ma, con le cose chiarite sui rispettivi ruoli, i due dovranno convivere.
E vicino al rientro è anche Christian Papa, dirigente del marketing che era stato allontanato da Di Bari in quanto considerato “rivettiano”. Stesso discorso per il responsabile amministrativo Massimo Monti.
Allo stesso tempo, bisognerà vedere come sarà gestita la situazione con gli uomini di Antonio Di Bari che sono inseriti nell’organico del club e che, anche in tempi recenti, non hanno nascosto la loro ostilità nei confronti del progetto portato avanti da Rivetti.
Per quanto riguarda la squadra, Rivetti non ha mai nascosto di essere inizialmente perplesso per la scelta di Ernestino Ramella come allenatore, ma allo stesso tempo il nuovo presidente ha sempre comunicato che il modo di lavorare del mister lo ha conquistato.
Sul fronte del mercato, invece, Rivetti non pare molto propenso a fare grandi spese nel prossimo mese di gennaio. Se ci sarà l’opportunità di fare qualche ritocco sarà sfruttata, ma l’obiettivo primario sarà di tenere in linea i conti con il budget previsto. E, come ha confermato lo stesso numero uno, entro il prossimo 15 novembre, nei tempi richiesti, saranno pagati regolarmente gli stipendi e i contributi richiesti.

Massimo Moscardi

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