La viabilità non è solo questione di soldi

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di Giorgio Civati

Ci hanno sempre detto che il problema principale erano i soldi: sempre pochi, spesso insufficienti. E invece no, non è vero. Non è solo quello il problema delle manutenzioni e soprattutto dei lavori pubblici, forse in tutta Italia e sicuramente a Como e dintorni. L’amministrazione del capoluogo lariano, per esempio, pare abbia 16 milioni di euro a disposizione ma non ha deciso ancora che farsene, come impiegarli. E intanto per Como si preannuncia  un’estate di gradi difficoltà per gli spostamenti per un paio di grossi interventi di manutenzione alla viabilità, via Borgovico e via Paoli, non due stradine qualunque ma tra le principali arterie di entrata e uscita dalla città.

In Tremezzina, poi, la tanto agognata variante è in dirittura di arrivo, sono stati predisposti i progetti e trovati i fondi, centinaia di milioni, ma non è finita. Si dovrà chiudere la strada attuale, l’unica, per quattro mesi. E mentre si fantastica di battelli per il trasporto dei veicoli, si cercano percorsi alternativi, si invita alla calma ma intanto serpeggia la preoccupazione che un pezzo del territorio possa risultare isolato o quasi.

Un’altra vergogna, piccola ma indicativa di un certo andazzo, è il nuovo sistema di ormeggi a Sant’Agostino: cantiere aperto, operai fantasma, tempi ampiamente disattesi.

Non è una questione di soldi – non solo – dunque ma di programmazione, di organizzazione dei lavori, di contratti fatti a tutela, oltre che delle amministrazioni, anche dei cittadini coinvolti e vittime, troppo spesso, di scelte che potevano essere fatte meglio. Per la Tremezzina, per esempio, decenni di riflessioni hanno portato a questo progetto, non ci permettiamo di giudicarlo ma ci resta un dubbio: nella scelta si era valutata la necessità della chiusura? Quella che appare come una novità dell’ultimo momento, e invece è una “grana” bella grossa, non meritava attenzioni preliminari e magari modifiche al progetto stesso, ove possibile?

Dal lago a Como, le asfaltature programmate a breve fanno ovviamente piacere, così come gli scavi per la posa della fibra ottica e ogni altro intervento di manutenzione. Ma mettere mano a via Paoli e a via Borgovico, al di là dei costi, per un paio di mesi e più o meno in contemporanea, rappresenta la scelta migliore?

Non che le cose, restando in zona ma abbandonando l’ambito di competenza strettamente locale, vadano meglio. L’autostrada, dal casello di Grandate alla dogana con la Svizzera, è un serpentone di auto e mezzi fermi quasi ogni giorno, quasi a ogni ora. Da tempi biblici. Lavori di manutenzione, certo; nessuno, di sicuro, vuole percorrere viadotti pericolanti e gallerie a rischio; ma, anche questa volta, era impossibile fare meglio e più in fretta?

C’è, in questi e molti altri casi, un “costo sociale” che si somma al prezzo dei lavori. Tempo, disagi, arrabbiature e difficoltà varie che pesano sulla gente, e di cui nessuno tra gli amministratori pubblici pare tenere conto: nei prossimi bandi per manutenzioni e opere varie ci piacerebbe una valutazione, oltre che economica e di capacità tecniche, anche di questo aspetto.

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